Cenerentola
Cenerentola
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Nella sua versione contemporanea di Cenerentola, Julien Lestel traspone la fiaba in un mondo aziendale gestito da una madre autoritaria.<p> Nella sua versione contemporanea di Cenerentola, Julien Lestel traspone la fiaba in un mondo aziendale dominato da una madre autoritaria. Qui, Cenerentola è un'impiegata di basso livello, vessata e messa a tacere dalla matrigna e dalle sorellastre, figure di dominio femminile. Attraverso una coreografia tesa ed espressiva, Lestel mette in luce la violenza psicologica che subisce, ma anche la sua forza interiore, pronta a emergere.<br><br> La fata madrina diventa qui una voce interiore, la coscienza intima di Cenerentola, aiutandola ad articolare il suo desiderio di emancipazione. Il principe, un mercante carismatico ma fragile, incarna un'altra forma di solitudine: il loro incontro non è un salvataggio, ma un momento di reciproco riconoscimento, improntato all'uguaglianza e alla sincerità.<br><br> Lo scoccare della mezzanotte assume una potente dimensione psicologica: riecheggia le vessazioni passate e le ferite ancora aperte, più che un lieto fine magico. Il ricongiungimento finale non è un "lieto fine", ma l'inizio di un nuovo inizio: Cenerentola si rialza da sola, trasformata.<br><br> La musica, che fonde Prokofiev con le composizioni elettroniche di Ivan Julliard, sottolinea questa tensione tra il mondo esterno e l'interiorità, tra tradizione e modernità. Lestel offre così un'opera potente sull'emancipazione, l'identità e il coraggio di ricostruire se stessi.</p>
